Agli italiani piace il matrimonio: pur diminuendo le prime nozze cresconole seconde nozze e le unioni di fatto.

 

Napoli- Gli ultimi dati ISTAT sulle tendenze socioculturali della popolazione mettono in evidenza un cambiamento della fisionomia della famiglia italiana.

 

Relativamente al biennio 2009-2010 emerge una crescita delle nuove forme familiari a causa di un aumento delle separazioni e delle seconde nozze.

Si registra infatti un calo dei matrimoni pari al 6% su base nazionale, con 217 mila unioni matrimoniali  (2010). Contemporaneamente mentre leseconde nozze aumentano del +13.8%. Altro dato riguardante le nozze riguarda l’avanzamento di età con il quale si giunge al fatidico sì (33 uomini, 30 donne), mentre la scelta di celebrare il matrimonio con il rito religioso è sempre la più frequente a livello medio nazionale (63.3% del totale dei matrimoni).

 

 

La minore propensione a sancire con il vincolo matrimoniale la prima unione è da mettere in relazione anche con la progressiva diffusione delle unioni di fatto, in costante crescita. Accanto alla scelta dell’unione di fatto come modalità alternativa al matrimonio, sono in continuo aumento le convivenze pre-matrimoniali, le quali possono avere un effetto sulla posticipazione del primo matrimonio.

 

L’effetto di questi fattori è stato amplificato nel biennio 2009-2010 da una congiuntura economica sfavorevole che, ha contribuito ad accentuare un diffuso senso di incertezza. La peculiarità del 2009 consiste, pertanto, nell’accentuarsi della tendenza alla diminuzione e allaposticipazione delle nozze: la propensione a sposarsi prima dei 35 anni è diminuita in un solo anno di circa del 7% sia per i celibi che per le nubili, valore più che triplicato rispetto a quello osservata tra il 2008 e il 2007.

 

Le libere unioni nel 2009 sono 897 mila e rappresentano il 5,9% delle coppie. Sono più diffuse nel Nord-est, presentano un titolo di studio più elevato e una quota di coppie in cui ambedue lavorano più alta di quelle coniugate. Diminuisce la quota di chi era deciso di sposarsi fin dall’inizio dell’unione e cresce la percentuale di “possibilisti” (34%).

 

Per quanto riguarda le convivenze prematrimoniali, quasi 6 milioni di persone hannosperimentato nel corso della loro vita la convivenza, considerando sia quelle che continuano a convivere, sia quelle che si sono sposate con il partner con cui convivevano, che quelle che hanno concluso definitivamente l’unione. Il 7,9% degli italiani sceglie la vita in comune prima del matrimonio che nella gran parte dei casi si consolida come “periodo di prova dell’unione”.

 

L’Istituto nazionale di Statistica evidenzia come anche i single ed i monogenitori siano in aumento: 6 milioni 866 mila sono i single “per scelta”, i monogenitori non vedovi, le coppie non coniugate e le famiglie ricostituite coniugate. La composizione dei single “per scelta” vede la presenza soprattutto di uomini (55,3%), mentre i monogenitori sono in gran parte donne (86,1%).

 

Fonte ISTAT, 2012